"Insomma, hai presente quando ti garba uno tantissimo, però non ci parli perchè non ci hai mai parlato lo hai visto tipo tre volte e sei innamorata persa?"
"No."
Fu lì che capii che mi conveniva crescere, e anche velocemente.
storie disegni carote e cannella
...
giovedì 26 aprile 2012
domenica 15 aprile 2012
sabato 14 aprile 2012
pasticcio
spero che i diretti interessati si riconoscano in questo stupido disegnino che avevo in mente, e che alla fine ho pure realizzato pasticcinado con l'uniposca nuovo che mi emoziona sempre tanto, finchè funziona, col suo tratto netto che non trapassa nemmeno la carta da cesso che uso di solito. Cioè...in realtà potrei usare strumenti molto più sofisticati, ma quando li ho per le mani finisce che combino sempre roba deprecabile, dato che mi sento investita di grande responsabilità grazie alla vocina stronzetta nella testa che mi ricorda "quanto costa!! usalo con parsimonia! é il caso di usarlo per questo disengo di merda che stai facendo?"
Basta accendere il cervello, allungare la mano verso il portapenne senza neanche alzare lo sguardo, impugnare il primo oggetto che si trova, sia pure esso una cazzuola, e lasciarsi prendere dalla gioia dell'improvvisazione. Va da se poi che, ad esempio in questo caso è stato necessario fare le dovute aggiunte con lo 08 (pennarellino relativamente a punta grossa). Molti colleghi aborriscono questi metodi improvvisati e cialtroni ma io aggiungo che è stato divertente, e se mentre disegnavo mi divertivo, un po' del divertimento trapasserà pure e divertirà almeno un minimo chi guarda il disegno, no?!
Ah dimenticavo! i diretti interessati di cui sopra hanno entrambi un naso bellissimo, quasi bello quanto il mio. Un bacio!!
Basta accendere il cervello, allungare la mano verso il portapenne senza neanche alzare lo sguardo, impugnare il primo oggetto che si trova, sia pure esso una cazzuola, e lasciarsi prendere dalla gioia dell'improvvisazione. Va da se poi che, ad esempio in questo caso è stato necessario fare le dovute aggiunte con lo 08 (pennarellino relativamente a punta grossa). Molti colleghi aborriscono questi metodi improvvisati e cialtroni ma io aggiungo che è stato divertente, e se mentre disegnavo mi divertivo, un po' del divertimento trapasserà pure e divertirà almeno un minimo chi guarda il disegno, no?!
Ah dimenticavo! i diretti interessati di cui sopra hanno entrambi un naso bellissimo, quasi bello quanto il mio. Un bacio!!
domenica 1 aprile 2012
giovedì 22 marzo 2012
martedì 20 marzo 2012
domenica 4 marzo 2012
LE PAPERELLE
Questa storia mi ha veramente affascinata, però non voglio scriverci un romanzo contorto a commento di questo disegno che secondo me è già abbastanza esplicativo di suo.
Vi dico solo che nel 1992 una nave cargo partita dal porto di Singapore tasportava più di tremila paperelle di plastica destinate ai bagnetti dei bimbi americani. Un giorno il mare era forza nove, le casse con dentro le paperelle scivolarono giù nel mare si spaccarono e....da allora, da 20 anni, una flotta di paperelle galleggianti vaga per il globo, ovviamente inquinandone le acque. La cosa più strepitosa è che è impossibile fermare queste paperelle, ogni tanto ne viene ritrovata una rimasta incagliata nei ghiacci dell'Antartide, alle Hawaii o nella pancia di una balena spiaggiata, mentre un esercito di studiosi cerca di monitorare i movimenti dell' "Invincibile Armada" per studiare le potenziali minacce di inquinamento legate ai coloranti e alla plastica. Fatto sta che fino a quando non si corroderanno del tutto (e ciò pare che avvenga tra almeno altri 100 anni) le paperelle continueranno a fare il loro lavoro cioè GALLEGGIARE. Anche in mezzo alle tempeste, sopra la fossa delle marianne, in mezzo agli iceberg o all'Equatore, queste galleggeranno all'infinito maledettamente più stabili e più sicure di certe navi da crocera.
Vi dico solo che nel 1992 una nave cargo partita dal porto di Singapore tasportava più di tremila paperelle di plastica destinate ai bagnetti dei bimbi americani. Un giorno il mare era forza nove, le casse con dentro le paperelle scivolarono giù nel mare si spaccarono e....da allora, da 20 anni, una flotta di paperelle galleggianti vaga per il globo, ovviamente inquinandone le acque. La cosa più strepitosa è che è impossibile fermare queste paperelle, ogni tanto ne viene ritrovata una rimasta incagliata nei ghiacci dell'Antartide, alle Hawaii o nella pancia di una balena spiaggiata, mentre un esercito di studiosi cerca di monitorare i movimenti dell' "Invincibile Armada" per studiare le potenziali minacce di inquinamento legate ai coloranti e alla plastica. Fatto sta che fino a quando non si corroderanno del tutto (e ciò pare che avvenga tra almeno altri 100 anni) le paperelle continueranno a fare il loro lavoro cioè GALLEGGIARE. Anche in mezzo alle tempeste, sopra la fossa delle marianne, in mezzo agli iceberg o all'Equatore, queste galleggeranno all'infinito maledettamente più stabili e più sicure di certe navi da crocera.
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